CAMBIARE LAVORO PARTENDO DALL’ANALISI DELLE COMPETENZE

Cercare lavoro significa poter comunicare ed esprimere in modo efficace le proprie competenze.

Spesso, però, le competenze sono rifilate nell’elenco dell’esperienze professionali collezionate. E, invece, la competenza è molto di più. La competenza è innanzitutto una consapevolezza.

Non si può far fronte a un cambio di lavoro o a un proprio riposizionamento professionale senza uno screening delle capacità che si sono accumulate nel tempo.

Spesso, infatti, non si sa nemmeno descrivere quali sono le nostre capacità tanto sono insite nella nostra personalità, quasi rese scontate, siano esse capacità tecniche o caratteristiche caratteriali o di comportamento.

Mettere a fuoco la nostra storia può anche voler dire riguardare le competenze che non si sono acquisite, che nel tempo sono venute a mancare o che non è stato possibile raggiungere. Non ci si limiti, per questa prima analisi, a evidenziare solamente le capacità assunte negli ambienti di lavoro. Anche la condizione famigliare, così come quella sportiva o tra amici è fonte di nuove capacità, importanti skills che tornano a essere fondamentali anche nell’ambiente professionale.

E, in secondo luogo, può significare accorgersi che quello che si sapeva e si sapeva fare non è più al passo con i tempi. È indispensabile un aggiornamento costante che accompagni l’esigenza primaria di essere sempre employable, sempre occupabile. Il rischio è che le competenze che possono essere adeguate al posto che si occupa in questo momento non lo siano più nel ruolo successivo.

Basta, allora, individuare i punti carenti e provare a identificare la strada per aggiornarsi, per essere pronti alla prossima sfida.

Su questo versante non possono esistere alibi, ormai nemmeno più quello economico, data la diffusa offerta formativa, a tratti anche gratuita, che popola canali virtuali o incontri in presenza. Chiaro, il gioco riesce solo se accettiamo di uscire dalla comfort zone, di non atrofizzare la curiosità, un’azione coraggiosa, fino alla spavalderia.

Da ultimo, anche gli errori fatti possono essere sorgente di nuove capacità, di una sfumatura diversa della propria personalità che emerge di fronte a un problema o a un ostacolo.

Senza questo primo lavoro su sè stessi, non è possibile dirigersi verso la parte giusta. Sarebbe come iniziare un lungo viaggio senza conoscere il punto di partenza, la città, la via, il numero civico. Solo una simile consapevolezza aiuta a svelare qual è l’azienda che può accogliere il nostro cambiamento e può essere la via per una nuova realizzazione.