CONSULENZA DI CARRIERA: L’ESPERIENZA DI FABRIZIO BOLOGNESI

Fabrizio Bolognesi nasce a Roma dove frequenta il liceo scientifico e si laurea in Ingegneria aeronautica presso La Sapienza.

Qual era il lavoro che sognava da bambino?

Negli anni dell’adolescenza ho riconosciuto in me la passione per l’aeronautica civile: il mio sogno era lavorare per una compagnia aerea. Al tempo stesso ero molto interessato alle lingue straniere, al mondo fuori dall’Italia, volevo poter entrare in contatto con tutti.

Durante il periodo universitario ho partecipato attivamente all’associazione europea di studenti ingegneria dove ho ricoperto diversi ruoli di rappresentanza e conosciuto molte persone, che ancora oggi considero amiche. Diventano così anni di crescita anche delle competenze, perfeziono l’inglese, imparo il francese e il tedesco.

Ma terminati gli anni degli studi, il mondo del lavoro non mi ha accolto come previsto: non ho trovato posto presso una compagnia aerea e, quindi, ho iniziato a lavorare per una società telefonica americana presso la sede italiana, dove sono rimasto per un paio d’anni gestendo i rapporti commerciali tra le società telefoniche europee e la casa madre negli Stati Uniti.

Era il periodo della liberalizzazione di nascenti società telefoniche.

Quando è iniziato il rapporto con INTOO?

Circa tre anni fa, quando l’amministratore delegato di INTOO, Cetti Galante, ha presentato alla nostra azienda uno dei tanti servizi della società, il programma di outplacement per le persone che venivano da un esodo incentivato. Io non avevo quella necessità, ma l’incontro mi ha segnato.

Capivo di voler dare una spinta ulteriore alla mia carriera e mi sono reso conto in quell’occasione di aver bisogno di un supporto. Così ho ricontattato INTOO e mi è stato proposto un piano di sviluppo per il miglioramento della carriera.

Cosa cercava specificatamente?

Un aiuto come quello che l’allenatore dà all’atleta: l’atleta da solo non riesce ad andare oltre certi livelli, ci vuole un supporto che faccia maturare ancora di più la persona.

Mi sono fidato perché dopo vari riscontri e alcune indagini mi sono reso conto che INTOO è leader italiano sia della gestione a 360 gradi del mondo lavorativo, ma anche dello sviluppo di carriera: hanno una estensione italiana e internazionale che era quello che stavo cercando per il mio tipo di strada.

Desideravo tale supporto con l’obiettivo di valutare una nuova posizione sia all’interno dell’azienda (ne ho una stima profonda, è una delle principali realtà a livello globale nel settore) sia all’esterno.

Come è stato strutturato il percorso?

È durato circa sei mesi, a partire da gennaio 2019. All’inizio i passi predefiniti proposti dal consulente mi sembravano quasi superflui, come il dover dettagliare in modo esaustivo tutto quello che avevo fatto. E poi mi aspettavo che mi avrebbero indicato immediatamente delle precise opportunità professionali.

Col passare delle settimane però ho realizzato che questa autoanalisi era necessaria e propedeutica al valorizzare aspetti della formazione, del percorso lavorativo e del potenziale di sviluppo che altrimenti non avrei considerato. Sono emersi dei punti di forza che non avevo chiari di me stesso e che reputavo secondari o non fondamentali.

Abbiamo, poi, rivalutato alcuni strumenti: anche in questo caso all’inizio mi sarei aspettato che mi venisse consegnato un cv nuovo chiavi in mano e, invece, mi è stato chiesto di riscriverlo.

Allora sono partito da un foglio bianco e l’ho approcciato da zero, proprio a partire da quel precedente lavoro di analisi: ebbene, mi sono accorto subito che evidenziavo aspetti diversi da quelli che avrei scelto prima di iniziare il percorso; ho tralasciato alcune esperienze (magari importanti per me, ma ininfluenti per gli HR) e messo in luce altro.

L’ho scritto direttamente in inglese per continuare a lavorare per le multinazionali.

Qual è stato l’esito?

Quasi alla fine del processo, ho scoperto nella mia stessa azienda un’opportunità ideale, l’avviso di una posizione aperta presso la sede italiana: cercavano l’Account Director EMEA per uno dei clienti più importanti a livello globale.

Mi sono reso conto che la posizione era molto adeguata a me, ma con una sfida dentro: presentarmi ai selezionatori come il candidato che stavano cercando. Non mi sono praticamente dovuto preparare al colloquio, avevo pagine di materiale preparate insieme al consulente…

Sono riuscito a essere selezionato tra i primi per i colloqui e poi ho superato tre step. Ero molto sicuro per la preparazione che avevo alle spalle e fortemente motivato a gestire un grande cliente, nonché collaborare con colleghi internazionali.

Mi sono focalizzato non solo sulla presentazione, ma soprattutto sulla motivazione; una consapevolezza di me stesso più approfondita e lucida ha fatto la differenza.