I FALSI MITI DEL MONDO DEL LAVORO

Nell’era delle fake news e della post verità è utile poter riconoscere quali siano i falsi miti del mondo del lavoro.

Perché altrimenti, nella ricerca del nostro posto nel mondo, rischiamo di mirare ad obiettivi che ci derivano da vecchi ideali stantii. Ideali che anche recenti film italiani di comicità popolare, basti pensare a “Quo Vado” di Checco Zalone, hanno cominciato a mettere in luce, aiutandoci a guardarli dritti in faccia.

Di falsi miti sul mercato del lavoro ne esistono fin troppi, ma tre sono quelli che non mancano mai.

Il primo falso mito: il posto fisso

Partiamo da uno dei più emblematici: il posto fisso. Le storie professionali dei genitori nati negli anni ’50 ingannano le nuove generazioni: firmare il primo contratto e servire fedelmente la stessa azienda fino alla pensione.

Ecco, se pensate che oggi basterà trovare un lavoro e lì rimanere fino all’alba dei sessant’anni (e oltre) avete sbagliato strada. Perché? Il mercato del lavoro oggi è diventato così flessibile che è necessario cambiare ben più di un solo impiego.

Il posto fisso non ha lo stesso valore di una decina di anni fa. Anzi, oggi potrebbe diventare un rischio. Quel che deve rimanere fissa è la formazione di chi lavora, l’essere employable per poter aderire a possibilità sempre nuove e migliorative.

Il secondo falso mito: una mansione è per sempre

Un altro mito è la non flessibilità. Molti ancora immaginano di specializzarsi, incominciare il lavoro ed eseguire sempre e unicamente una sola mansione per la vita intera. Ma non è la realtà.

Oggi più che mai il lavoro richiede una soft skill costante: essere flessibili e multifunzionali, pronti a modellare le proprie competenze su esigenze e condizioni nuove.

Un simile atteggiamento comporta una gratificazione maggiore derivante da competenze crescenti e che sicuramente saranno più spendibili.

Il terzo falso mito: giovane è meglio

L’ultimo falso mito è questo: più si è avanti con l’età e più è difficile trovare lavoro. Falso. Quel che spesso manca non è la giovinezza, bensì la consapevolezza dei nostri talenti e delle competenze acquisite negli anni.

Per essere spendibili sul mercato del lavoro dobbiamo essere qualificati e aggiornati, a qualsiasi età. Altrimenti potremmo ritrovarci nella situazione di dover trovare lavoro a quarant’anni o cinquanta anni.

Il primo passo è fare un’analisi di noi stessi così da individuare le lacune per poi concentrarsi sulla formazione necessaria. Di corsi ne esistono davvero tanti e di tutti i generi, sia gratuiti, come quelli offerti da Comuni o Regioni, sia a pagamento.

Per delineare un percorso formativo efficace, senza dispersioni di tempo ed energie, è consigliabile affidarsi a un consulente che ci aiuti in questo percorso ormai obbligato non solo per chi perde il lavoro, ma anche per chi ambisce a conquistare una posizione lavorativa più soddisfacente.