PERCORSI DI OUTPLACEMENT: L’ESPERIENZA DI PAOLO CHINETTI

La crisi comporta un cambio di vita, sempre. Per qualcuno anche un cambio di mentalità.

Come è accaduto a Paolo Chinetti, dirigente in una multinazionale, che all’improvviso a cinquant’anni ha dovuto rivedere tutti i suoi piani. Grazie al servizio di outplacement di INTOO e alla sua disponibilità, la crisi è diventata una grande possibilità di crescita. E di cambiamento.

Cosa è successo?

Dopo diciotto anni nella stessa azienda nel settore degli elettrodomestici, mi sono trovato in una situazione inedita: un’uscita concordata. L’accordo comprendeva anche un servizio di outplacement e venivano proposte due società concorrenti. Ho scelto INTOO per diversi feedback molto positivi di alcuni conoscenti e per come si è presentato uno dei professionisti che mi avrebbe seguito nel percorso; mi ha proprio persuaso e ho deciso di iniziare questa strada.

Che cosa l’ha convinta a lasciarsi accompagnare?

Ero entrato in azienda nel 2002 e, dopo diciotto anni, il mercato del lavoro era completamente cambiato. Avevo bisogno di strumenti adeguati per dialogare secondo il linguaggio attuale della ricerca. Ma non è solo questo.

Penso che essere seguiti da professionisti di outplacement sia fondamentale per acquisire un punto di vista asciutto.

Cosa intendo? Che spesso non siamo onesti con noi stessi, mentre è utile, anche se può apparire scomodo, sentirsi dire la verità (come il fatto che il curriculum è da stravolgere così come il profilo LinkedIn, ad esempio). Serve vulnerabilità perché potresti sentiti dire cose che non ti piacciono, ma è un team che ha lo scopo di rimetterti in sesto.

Se non ci si mette in discussione ci si perde.

Partiamo dalla fine. Qual è stato il risultato?

Ho appena firmato un contratto a tempo indeterminato con una grande società di automotive. Questo è il risultato. Non solo; ho addirittura cambiato settore industriale, cosa abbastanza eccezionale per un profilo impegnato nel dipartimento Ricerca e sviluppo per tanto tempo nella stessa realtà. Si è realizzato quello che mi era stato detto all’inizio del percorso: che non sarebbe stato INTOO a trovare il lavoro al mio posto, ma che mi avrebbero messo nelle condizioni ottimali perché io lo trovassi.

Questo è accaduto. A settembre c’è stata l’uscita concordata e, dopo nemmeno un anno, sono in carreggiata.

Come è potuto accadere?

Ad essere sincero, fin da subito, dopo dieci giorni dall’accordo, mi sono messo in pista aprendo la partita Iva e iniziando un rapporto consulenziale con una PMI. Non solo. Mi sono iscritto a un corso di formazione di business coaching. Non sono rimasto fermo. Ma la vera spinta mi è stata offerta dai consulenti INTOO, ognuno per la propria parte. La prima strettamente personale, dove si è voluto approfondire l’impatto che l’uscita concordata aveva avuto sulla mia mentalità, sul mio agire. Poi abbiamo iniziato a fare ragionamenti sulle mie competenze, abbiamo riguardato lealmente il mio cv, lo abbiamo riscritto in uno stile più incisivo.

La preparazione anche dal punto di vista tecnico del consulente INTOO mi ha impressionato e mi ha consentito di guardare un percorso monoaziendale sotto una luce nuova: mono-azienda non significa mono-lavoro, cioè avevo capacità per le quali potevo spaziare e propormi in contesti non banali. Tutto questo mi ha tenuto attivo, desto nella prima fase e aperto ad esplorare tutto.

Aspetto delicato è stato l’apertura della partita Iva, anche su questo il confronto è stato utile e si è esteso alla consulenza previdenziale.

Come ha lavorato sugli strumenti di ricerca del lavoro?

Dopo aver ribaltato il curriculum, siamo passati alla presenza virtuale, su LinkedIn in particolare. La consulente INTOO mi ha introdotto a quanto sia fondamentale mantenere vitale il network, network che deve essere prima di tutto vero, reale, conosciuto. Ho ripulito, per questa ragione, la mia lista di contatti, consapevole che da lì poteva passare il mio futuro, la mia nuova possibilità. Questo processo è stato paragonabile a uno svecchiamento, un restyling non solo di forma, ma di contenuto, che ha saputo risvegliarmi dalla mia comfort zone.

Poi si è passati alla parte dei colloqui. Da molto tempo ero fuori allenamento, certo c’erano state diverse interviste negli anni con alcuni headhunter, ma le varie simulazioni di colloquio mi hanno aiutato a essere più conciso e ad enfatizzare alcuni concetti. Abbiamo fatto un vero check up del profilo. Mi sono stati aperti gli occhi su una serie di temi che solo sei mesi fa non erano scontati.

Conferma l’utilità di quello che ha imparato?

Le dico solo che questo nuovo lavoro è arrivato tramite il network. Un mio ex collega, assunto nella stessa società di automotive, ha fatto il mio nome al capo del personale, che gli aveva chiesto referenze per nuove assunzioni. E il personale mi ha contattato tramite LinkedIn. Hanno richiesto il mio cv, ho sostenuto il colloquio e ho seguito passo passo l’iter che avevo imparato da INTOO. Sono stati veramente al mio fianco, anche quando ci sono stati avvenimenti personali tragici. Mi hanno mostrato che tutto di me poteva concorrere a una nuova ripartenza.