PUNTA AL VALORE PER NON SBAGLIARE

Quando finalmente arriva la telefonata della convocazione al colloquio il primo pensiero è “mi devo preparare”. Si studiano, allora, il fatturato dell’azienda, la storia e si dà un’occhiata ai competitor. Si pensa poi alle possibili domande e si ipotizzano risposte intelligenti o degne di nota. Ma quel che spesso non si prende in considerazione è proprio il fattore che può essere vincente.

Il fattore X

Il candidato dovrà porre massima attenzione a un allineamento necessario se si vuole avere almeno una chance: gli aspetti valoriali dell’azienda. Fattori che mutano da società a società, da nazione a nazione.

Che cosa si intende per valore? Quel che dà la direzione alle scelte del consiglio di amministrazione, ai progetti che vengono messi in cantiere fino ai candidati che in base ai valori vengono reputati adeguati o meno al ruolo. Sono le cosiddette soft skills che fanno veramente la differenza.

Si tratta in parte di una predisposizione della propria personalità costituita da una impostazione famigliare o determinata dal contesto culturale. Ma sono anche influenze comportamentali che possono essere allenate, migliorate, dedicate e perfino modellate su esempi nobili.

È così che l’azienda cerca di intravedere persone che possano nel tempo corrispondere ai propri obiettivi non solo di fatturato, ma di pensiero, di orientamento. 

Come prepararsi al colloquio?

Come prepararsi allora: studiare sì, ma soprattutto essere leali perché il valore che l’azienda esprime determina l’ambiente e i propri obiettivi professionali.

Scoprirsi in qualche modo allineati con i valori dell’azienda sarà una carta in più, forse quella vincente, a parità di competenze “hard”. Se le risorse umane ci valuteranno in sintonia con ciò che ispira più in profondità le scelte di business, allora avremo una reale chance di poter lavorare bene in un dato contesto anche nel lungo termine.